Archeologia

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In occasione di lavori di restauro effettuati nella chiesa di San Filadelfo, sita all’interno del complesso abbaziale basiliano di Santa Maria, sono venuti alla luce resti che suggeriscono una frequentazione più antica.

Data:

20 Ottobre 2025

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Descrizione

Ad epoca probabilmente romano-imperiale si riferiscono i resti di un impianto termale, forse pertinenti ad una villa rustica. La presenza di una terma è indiziata da alcune strutture: un praefurnium a pianta quadrangolare e un calidarium, sotto la cui pavimentazione sono state rilevate delle suspensurae, ovvero delle colonnine che sorreggevano il piano pavimentale, definendo uno spazio ipogeo funzionale al sistema di riscaldamento.

Per quanto riguarda le fasi successive, le testimonianze sono legate principalmente a sepolture tarde, i cui corredi (fra cui anche magistrali manufatti di oreficeria) sono databili fra la fine del VI e gli inizi del VII sec. d.C.
Questi resti sono attualmente visibili grazie ad un’apposita passerella realizzata con lastre di vetro, che consente di osservare gli ambienti sottostanti il piano pavimentale della chiesa di San Filadelfo.

Altra importante evidenza archeologica del territorio di Pattano si trova in località Chiusa delle Grotte, situata a poca distanza dalle strutture della badia in direzione del torrente Badolato. Qui, in un’area dolcemente digradante verso il piccolo corso fluviale, zona ricca d’acqua e caratterizzata oggi da una ricca vegetazione, si impiantò probabilmente nel corso del IV secolo a.C. un nucleo abitativo, di cui è stata parzialmente indagata l’importante necropoli.

L’area sepolcrale di Chiusa delle Grotte si caratterizza per la presenza di tombe monumentali, realizzate in grandi blocchi di pietra locale: queste tombe di rilievo rientrano nella tipologia “a camera” coperte con blocchi di pietra a doppio spiovente. Le tombe sono state rinvenute già tutte depredate dall’azione di clandestini. I pochi frammenti superstiti degli oggetti del corredo, composto da vasi figurati e manufatti in metallo, che consentono di datare la necropoli di Chiusa delle Grotte fra IV-III secolo a.C. e di metterla in relazione con un nucleo di Lucani qui insediati.

L’abitato di riferimento è forse ubicato più a monte, per via della presenza dei resti di un grande edificio. Ad oggi, tuttavia, l’insediamento risulta ancora solo parzialmente indagato. L’insediamento dovette assumere una certa importanza in virtù della sua posizione, lungo la direttrice che da Elea/Velia conduceva al sito fortificato di Moio della Civitella. Dal punto di vista archeologico, il sito di Chiusa delle Grotte desta particolare interesse nel contesto cilentano, in quanto costituisce un particolare esempio di necropoli lucana.

L’area archeologica di Chiusa delle Grotte non è al momento accessibile ai visitatori.
Poco a monte dell’abitato di Vallo della Lucania è ubicata invece Massa, che preserva l’impianto tipico e l’architettura dei borghi del medio Cilento: dimore storiche costruite con la pietra del luogo si alternano a suggestive stradine e vicoletti che si incrociano in piccoli slarghi.

Ultimo aggiornamento: 17/11/2025, 11:15

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